Ovulazione e analisi della saliva al microscopio



Proprio come la variazione del muco cervicale durante il ciclo mestruale ci può dare importanti indizi in relazione al momento ovulatorio, la stessa cosa si può dire per la saliva. E infatti non è un caso che un altro metodo per rilevare i giorni fertili – più economico del il kit di ovulazione ma molto meno diffuso e poco conosciuto – sia quello basato sull’analisi al microscopio della saliva.


Per questa rilevazione bisogna possedere un microscopio corredato da un certo numero di vetrini (che, una volta lavati, possono essere riutilizzati moltissime volte). In commercio se ne trovano di specifici per questo utilizzo ma va benissimo anche usare quelli per bambini in vendita nei negozi di giochi. Il campione di saliva deve essere prelevato quotidianamente alla mattina appena sveglie, prima di bere, mangiare o lavare i denti. Una volta messo sul vetrino, si lascia asciugare e si procede all’osservazione: quando ciò che si vede al microscopio è una figura simile a una foglia di felce o, più banalmente, alla patina di brina che in inverno si forma sui vetri delle macchine, vuol dire che l’ovulazione è molto vicina (nell’ordine delle 24/48 ore).

Anche questo test è legato alla presenza dell’ormone LH – l’ormone luteizzante che stimola l’ovulazione – nel senso che quando questo aumenta e raggiunge il picco la saliva cambia la sua struttura e acquisisce quella strana forma cristallizzata simile a una foglia di felce, che può essere facilmente rilevata al microscopio. La scarsa diffusione di questo metodo, però, lo rende un po’ meno preferibile rispetto ad altri, visto che non è facile trovare molte donne che lo utilizzano a cui chiedere consiglio o con cui confrontarsi. Di certo, visto che è agevolmente praticabile e può essere adoperato anche in presenza di cicli mestruali irregolari, la cosa migliore sarebbe combinarlo con uno degli altri metodi che sono stati descritti, in modo da poterne confrontare e confermare i risultati.

I Kit di Ovulazione: come funzionano, come si usano


E’ arrivato il momento di parlare – dopo il metodo della temperatura basale – di un altro semplice test utilizzato per individuare i giorni di maggior fertilità della donna: il test di fertilità o kit di ovulazione. Bisogna premettere che il kit (che si trova in farmacia) è sì più costoso rispetto alle altre modalità di calcolo dei giorni fertili di cui abbiamo parlato finora, ma può risultare molto utile quando, ad esempio, non è possibile osservare il muco cervicale a causa di cure mediche che lo azzerano, o semplicemente per avere una sicurezza maggiore a seguito di rilevazioni di altro tipo.

Il grado di accuratezza di questo test è alto in quanto è legato alla presenza nelle urine dell’ormone LH, o ormone luteizzante, che stimola l'ovulazione e favorisce la formazione del corpo luteo, e dell’ormone E3G, o estradiolo, che è particolarmente concentrato nei giorni che precedono l’ovulazione. Si possono trovare in commercio test di diverso tipo, anche se i più comuni non sono altro che piccoli dispositivi computerizzati, in grado di “conteggiare” gli ormoni contenuti nelle urine. Ma come funzionano? Oltre che dall’apperecchio elettronico, il kit è formato anche da un certo numero di stick usa e getta che servono per raccogliere qualche goccia di urina. Fatto questo lo stick viene inserito nel dispositivo che, rilevando la quantità di ormoni presenti nel campione e confrontandola con quella dei giorni precedenti, segnala tramite l’accensione di led colorati il grado di fertilità legato a quel determinato giorno.

Esiste, però, la possibilità di effettuare il test senza ricorrere all’ausilio dell’apparecchio elettronico, imparando semplicemente a leggere i risultati che appaiono sugli stick. Per far sì che l’utilizzo degli stick porti a risultati attendibili bisogna iniziare a effettuare una rilevazione al giorno a partire da una settimana prima della data della probabile ovulazione. Ogni stick è composto da un tampone protetto da un tappo e da una sezione dove vengono visualizzate due linee – una a destra e una a sinistra - che indicano l’intensità degli ormoni analizzati al momento del test. A destra si trova l’indicatore dell’ormone luteizzante, a sinistra invece quello dell’estradiolo. A una concentrazione di LH elevata corrisponde una linea destra molto visibile, mentre a una concentrazione di E3G elevata corrisponde una linea sinistra praticamente inesistente.

E’consigliabile fare la raccolta dei campioni di urina per il test alla mattina appena sveglie, utilizzando così il liquido prodotto durante la notte. Si può scegliere di urinare direttamente sul tampone dello stick per qualche secondo, dopo aver tolto il tappo protettivo, oppure raccogliere la pipì in un contenitore sterile e solo successivamente immergervi il tampone per almeno 15 secondi. A questo punto è necessario mettere lo stick in posizione piana: i risultati sono pressochè immediati. Detto questo, si sappia che quando l’ovulazione è molto vicina (nell’ordine delle 16/36 ore circa) la linea destra raggiunge il massimo della visibilità e la linea sinistra è invece quasi invisibile. Al contrario, se la linea sinistra è più visibile della destra questo significa che alla fase ovulatoria manca ancora qualche tempo, mentre quando le due linee arrivano pressochè allo stesso livello vuol dire invece che l’ovulazione si sta avvicinando. A ovulazione avvenuta, sempre che non sia avvenuta la fecondazione, lo stick comincerà nuovamente a riportare una linea sinistra più visibile della destra.

Ovulazione e temperatura basale: misurare la variazione del calore del corpo per capire i giorni fertili

E’ proprio vero: il nostro corpo ci parla. Lo fa in molti modi e uno di questi è la variazione della sua temperatura interna. BBT (basal body temperature) è la sigla inglese che definisce la temperatura che il corpo di ciascun essere umano possiede al momento del risveglio, dopo il sonno notturno, prima di iniziare a fare qualsivoglia attività. Nella donna la misurazione di questo stato termico risulta essere uno dei metodi più economici, naturali e facilmente praticabili per indagare il momento – all’interno del ciclo mestruale – in cui avviene l’ovulazione. Cerchiamo di capire il perché.

Il cambiamento di temperatura basale nel corso del ciclo è strettamente collegato alla quantità di progesterone – l’ormone sessuale femminile – prodotta dal corpo: prima dell’ovulazione, infatti, la produzione di progesterone è pressoché assente e per questo motivo la temperatura basale è bassa; al contrario nella fase luteale all’aumento del progesterone corrisponde anche un aumento della temperatura basica del corpo. Non bisogna però cadere nell’errore di pensare che nel corso di queste due fasi la temperatura sia sempre costante: niente di più sbagliato. La misurazione del calore del corpo rileva dei valori spesso altalenanti ma sempre all’interno di determinati range. Ed è proprio grazie allo studio di questi trend che la rilevazione può aiutare a individuare i giorni maggiormente fertili per una donna.



Nella prima metà del ciclo si registrano sempre livelli di temperatura medio-bassa (di norma sotto i 37°), seguiti poi da un abbassamento e da un rapido e netto innalzamento del calore corporeo che poi resta costante a parte un lieve calo – se non è avvenuta la fecondazione - in prossimità dell’arrivo delle mestruazioni. Al punto di abbassamento della temperatura corrisponde proprio il momento dell’ovulazione, che viene seguito da una aumento del progesterone e, contemporaneamente, della temperatura basale. In caso di gravidanza, invece, la temperatura post-ovulatoria si mantiene sempre alta e capita che registri addirittura un ulteriore aumento. A logica, quindi, il grafico della temperatura basale ci può aiutare a trovare i giorni fertili: se è vero che con questo metodo l’ovulazione può solo essere registrata una volta avvenuta e non prevista, è altrettanto vero che, una volta registrata, la donna sa che le successive 48 ore sono decisamente molto fertili. E sicuramente il mettere a confronto i grafici delle temperature di vari mesi può essere davvero utile per capire l’andamento del proprio ciclo mestruale: se siamo di fronte a un ciclo regolare non sarà difficile riuscire a fare una buona previsione del momento ovulatorio, basandosi sugli schemi dei mesi precedenti.

Abbiamo detto sopra che questo metodo è molto semplice e non costoso: infatti per la misurazione della temperatura basica si può usare un comunissimo termometro a mercurio (anche se in farmacia si possono trovare degli strumenti specifici, più “sensibili” al calore del corpo). Le uniche accortezze da prendere sono relative alla modalità con cui registrare la temperatura: si può farlo per via rettale, vaginale e orale, anche se quest’ultima è sconsigliata in quanto poco costante, e l’importante è che all’interno del mese venga rilevata sempre con lo stesso metodo. La rilevazione si inizia a partire dal primo giorno del ciclo e va tassativamente fatta ogni giorno al mattino dopo alcune ore di sonno consecutive, stando sdraiate a letto, prima di fare qualsiasi tipo di attività (è vietato alzarsi dal letto, andare in bagno, bere un bicchiere d’acqua e persino parlare).

Non è invece obbligatorio prendere il valore sempre alla stessa ora, mentre è fondamentale segnare con precisione le temperature giornaliere in un semplice grafico cartesiano, con le tacche delle temperature scritte su un asse e con i giorni del ciclo sull’altro (in internet se ne trovano parecchi esempi da cui prendere spunto). E’ comunque bene ricordare che in caso di malattie (raffreddore, mal di gola, influenza, etc.) la temperatura basica del corpo subisce delle alterazioni che di fatto rendono il grafico di quel mese non attendibile.

Come il corpo della donna cambia nella fase dell’ovulazione


E’ arrivato il momento di parlare di alcuni utili indizi che il corpo femminile può dare in relazione all’ovulazione. Per il momento ci limiteremo a parlare dei segni percepibili senza bisogno di alcuno strumento medico e, per così dire, alla portata di tutte le donne, anche perchè gratuiti e decisamente intuitivi. Basta acquisire una buona conoscenza del proprio corpo, sviluppare una buona sensibilità e prestare molta attenzione a quello che succede al nostro apparato riproduttivo – e non solo - nel corso del ciclo mestruale.

Ma cerchiamo ora di elencare brevemente i principali segnali fisiologici che possono aiutare a capire i giorni fertili, anche se va precisato che questi "sintomi" non in tutte le donne sono facilmente riscontrabili, perchè molto lievi o addirittura inesistenti:

1. E’ stato scientificamente provato che nei giorni intorno all’ovulazione (in particolare dai due precedenti) la donna avverte un notevole aumento del desiderio sessuale. Il motivo è semplice: il corpo si trova nel momento migliore per accogliere una gravidanza e per questo “scalpita” affinchè tramite il rapporto sessuale possa avvenire la fecondazione.

2. L’aumento degli estrogeni che avviene in vista dell’ovulazione produce un considerevole cambiamento dell’aspetto del muco cervicale: esso diventa più abbondante, quasi trasparente ed elastico (se ne si prende un po’ tra due dita si dovrebbe riuscire ad espanderlo senza difficoltà per tre o quattro centimetri). Per intenderci, molto simile all’albume dell’uovo. Questo avviene perchè il muco nel collo dell’utero diventa più alcalino e fluido, proprio per permettere agli spermatozoi di risalire meglio e più velocemente verso le tube. Non a caso, infatti, una volta avvenuta l’ovulazione la brusca dimunuzione degli estrogeni gli fa prendere un aspetto appiccicoso e opaco.

3. Ci sono donne che nella fase ovulatoria vedono aumentare la grandezza e la morbidezza del seno, sempre come conseguenza di modifiche dei livelli ormonali in vista di una potenziale fecondazione dell’ovulo.

4. Un’altra variazione legata all’avvicinarsi della fase ovulatoria vede come protagonista la cervice. La cervice - che si trova in fondo alla vagina - altro non è che la parte terminale dell’utero. Nei giorni fertili cambia posizione e consistenza ed è possibile verificarne lo stato inserendo molto delicatamente in vagina un dito (prima di questa operazione è necessario lavarsi accuratamente le mani e verificare che le unghie non siano troppo lunghe per evitare infezioni e abrasioni): così facendo, infatti, si riesce a toccare la parte finale del collo uterino, al centro del quale si trova l’orifizio del canale cervicale. Nella fase precedente e successiva all’ovulazione la cervice sporge maggiormente in vagina e la sua superficie sembra piuttosto compatta, con l’orifizio chiuso. Quando ci si avvicina alla fase ovulatoria, invece, essa risulta posizionata molto più in alto ed è più difficile da raggiungere. Inoltre ha una consistenza molto più morbida e la fessura è ben aperta e ricoperta di muco.

5. Infine, può capitare che una donna venga “avvisata” dell’imminente ovulazione grazie a una serie di lievi dolori alla zona pelvica, a volte localizzati con precisione in corrispondenza dell’ovaia da cui viene espulso l’ovulo. Certo non tutte le donne li provano e spesso possono sopraggiungere a ovulazione già avvenuta oppure avere cause differenti: questo fa sì che non sia un sintomo molto attendibile.

Per rendere validi questi cinque segnali dell’ovulazione va ricordato che molto fa l’esperienza personale di ciascuna donna. Osservare il proprio corpo, accorgersi degli avvenimenti che si ripetono nel corso del nostro ciclo mestruale e studiarne le variazioni, prendere confidenza con il nostro apparato riproduttivo sono tutte cose indispensabili per far sì che gli indizi sopra descritti possano aiutare a riscontrare con un buon grado di esattezza i giorni migliori per tentare una gravidanza.


La durata del ciclo mestruale e il momento dell’ovulazione

Nel periodo fertile, quello che come già detto va dalla pubertà alla menopausa, ogni donna che non presenti problemi di salute si trova ciclicamente a vivere tutta una serie di normali modificazioni all’interno del suo corpo, in vista di una possibile gravidanza.

A partire dalla comparsa della prima mestruazione – che di regola si presente tra i 10 e i 16 anni – e fino all’interruzione delle mestruazioni – che avviene verso i 50 anni – ogni mese le ovaie producono e portano a maturazione una cellula riproduttiva femminile, detta ovocita. Quando quest’ovulo è maturo viene rilasciato dall’ovaia, proseguendo così il suo cammino attraverso le tube. Nel caso in cui venga fecondato da uno spermatozoo, dopo qualche giorno questo nuovo insieme di cellule andrà ad impiantarsi nell’utero, mentre, nel caso in cui la fecondazione non avviene, alcuni giorni dopo l’ovulazione l’ovocita non fecondato viene espulso insieme a una certa quantità di sangue e a una parte del tessuto endometriale (la parete interna dell’utero) dando quindi vita alle cosiddette “mestruazioni”.


Il ciclo mestruale – dove per ciclo mestruale si intende il periodo che va dalla comparsa di una mestruazione al primo giorno della mestruazione successiva – si differenzia da donna a donna e la sua durata è assolutamente variabile. Ciò nonostante la medicina considera “regolare” un ciclo con una durata dai 25 ai 31 giorni, anche se 28 giorni sono di solito considerati una media ben rappresentativa del ciclo ovulatorio femminile. Indipendentemente dalla durata del periodo mestruale, esso risulta formato da due fasi, separate tra di loro dal momento dell’ovulazione: la fase pre-ovulatoria o prima fase e la fase post-ovulatoria o seconda fase.

Anche di fronte a donne con cicli molto regolari è sbagliato (nonché rischioso se si utilizzano metodi di contraccezione naturale) pensare che ogni mese il ciclo mestruale duri sempre lo stesso numero di giorni e che l’ovulazione avvenga sempre a metà del ciclo stesso. La lunghezza della prima fase, detta anche follicolare, può variare facilmente (anche in base a fattori esterni, quali stress, cambiamento di alimentazione o di clima, variazioni nello stile di vita), mentre la seconda fase – detta anche luteinica – è sicuramente più “regolare”, coprendo un periodo abbastanza fisso di tempo che, a seconda della durata del ciclo ovulatorio di ciascuna donna, può andare dai 12 ai 16 giorni.

Come è facilmente comprensibile, questa indeterminatezza del ciclo mestruale rende difficile riuscire a fare un calcolo esatto del momento dell’ovulazione, intorno al quale si assestano i giorni fertili. Difficile ma non impossibile visto che le donne possono imparare a capire quando avviene l’ovulazione in base alla presenza di alcune variazioni o di particolari segnali all’interno del proprio corpo e del proprio apparato riproduttivo. Basta solo fare un po’ di pratica e fare attenzione a quello che il nostro fisico ci comunica.

Per iniziare: una breve definizione di ovulazione

Le ovaie contengono già dalla nascita decine di migliaia di ovociti (le cellule germinali femminili) e dalla pubertà alla menopausa, durante il periodo fertile di una donna in salute, ne arrivano a maturazione tra i 300 e i 500, in condizioni normali uno ogni mese. La maturazione di ciascun ovocita culmina con l’”ovulazione” - ovvero l’espulsione dall’ovaia dell’ovulo pronto per la fecondazione. E’ importante ricordare che poco prima dell’ovulazione cambiano la consistenza e il pH delle secrezioni vaginali, che diventano così adatte ad accogliere gli spermatozoi e a facilitargli la vita durante il lungo viaggio alla ricerca dell’ovulo da fecondare. Dopo l’ovulazione, l’ovocita ormai maturo prosegue infatti il suo percorso attraverso le tube e, se incontra sul suo cammino uno spermatozoo in grado di fecondarlo, ha inizio la divisione cellulare. Dopo circa 6/10 giorni questo minuscolo insieme di cellule così formato raggiunge l'utero e cerca di installarsi nella sua parete interna – chiamata endometrio – dove l’embrione potrà continuare a svilupparsi.

Già da queste poche righe si può intuire facilmente come il processo dell’ovulazione sia fondamentale all’interno del ciclo mestruale femminile, sia per le donne in cerca di una gravidanza, sia per quelle che fanno normalmente uso di contraccettivi naturali e che quindi hanno la necessità di calcolare con la maggior precisione possibile i giorni in cui rischiano di rimanere incinta a seguito di rapporti sessuali.
Ma come fare a distinguere il momento fatidico dell’ovulazione? Un ottimo aiuto in questo senso può darlo una buona conoscenza del proprio corpo. Cercare di studiare come siamo fatte, ascoltare quello che il nostro fisico ci vuole comunicarci, accorgerci anche dei più piccoli cambiamenti, prestare attenzione ai vari sintomi che emergono di volta in volta: tutte azioni che possono rendere le donne più consapevoli del loro apparato riproduttivo e dei loro cicli di fertilità.

Conoscere l'Ovulazione

In questo spazio web si tratterà di Ovulazione, del calcolo dei giorni fertili, dei test e di tutto quanto una donna deve sapere in merito a questo importante processo naturale che contraddistingue non soltanto la donna ma anche diversi mammiferi.